Poesia & Poesia
Poesia bilingue - italiano e portoghese brasiliano.
Vera Lúcia de Oliveira (Maccherani)
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"Tempo de doer/Tempo di soffrire"
Vera Lúcia de Oliveira, 1998

"O bebado equilibrista" - Elis Regina, J.Bosco

Tempo de doer /
Tempo di soffrire

Vera Lúcia de Oliveira (Maccherani)

Antonio Pellicani Editore, Roma, 1998
14x18 cm, 170 pag, 13 €
foto di copertina di Claudio Maccherani
(collana Brasiliana, diretta da Brunello de Cusatis)

Lo sguardo del poeta di Franco Loi
© Vera Lúcia de Oliveira

Seleção de poemas / Selezione di poesie:
Canções / Canzoni
O vento ... /
Il vento ...
O olho / L'occhio
A história / La storia
Dor (II) / Dolore (II)
Diante de Deus / Dinnanzi a Dio
Cortes / Tagli
O indizível /
L'indicibile
Andorinhas /
Rondini
Gênese de Miró / Genesi di Miró

Recensioni

Canções

canções
         perfumes
    gemidos
que o vento incrusta
nas ruas
em dias triviais 

rondam
enrouquecidos
loucos

chamam nossa alma

Canzoni

canzoni
         profumi
    gemiti
che il vento incastra
nelle strade
in giorni triviali

fanno la ronda
arrochiti
matti

chiamano la nostra anima

O vento na árvore é Deus

o vento na árvore é Deus
que sopra onde rasga
Deus escolhe a rocha
onde pousar seu rastro de árvore
e a unha-fome de tirar
da pedra
veia de pedra que se fia
em planta provisória

Deus escolhe
para cada raiz a roca
para cada galho seu precipício
para cada fome sua forma de filtrar
o máximo
da consunção

Il vento nell'albero è Dio

il vento nell'albero è Dio
che soffia ove squarcia
Dio sceglie la roccia
ove posare la sua orma di albero
e l'unghia-fame di estrarre
dalla pietra
vena di pietra che si fila
in pianta provvisoria

Dio sceglie
per ogni radice la rocca
per ogni ramo il suo dirupo
per ogni fame la sua forma di filtrare
il massimo
di consunzione

O olho

quem está oculto
para o olho?
o que mais caminha
fustiga
o que mais espera
e urde
emboscada
é o olho
corda da nossa alma
prego da nossa porta

tudo já entra
rasgado

o olho cobiça fendas
sabe o barulhinho
que faz a luz quando
derrete a pupila

L'occhio

chi è nascosto
all'occhio?
quello che più cammina
fustiga
quello che più spera
e tende
imboscate
è l'occhio
corda della nostra anima
chiodo della nostra porta

tutto entra già
lacerato

l'occhio anela fessure
sa il fruscio
che fa la luce quando
scioglie la pupilla

A história

o corpo de um torturado
escava através dos séculos
sua intensidade de dor e morte

mas Deus, para quem não existe a história
como atura o horror
desse instante
onde só o que muda é a boca
que grita?

La storia

il corpo di un torturato
scava attraverso i secoli
la sua intensità di dolore e morte

ma Dio, per il quale non esiste la storia
come sopporta l’orrore
dell’istante
in cui ciò che cambia è solo la bocca
che grida?

Dor (II)

a dor preza as cartilagens
os interstícios e vãos
o debrum da alma mais exposto
à noite
o nervo mais lúcido
a veia mais mansa
o mais dúctil segmento
do músculo

Dolore (II)

il dolore apprezza le cartilagini
gli interstizi e vani
l'orlo dell'anima più esposto
alla notte
il nervo più lucido
la vena più mite
il più duttile segmento
del muscolo

Diante de Deus

está chovendo
chovendo 

nasceu o mundo
esta manhã
doloroso em seu
inverno
o mundo depois da criação do
castigo
do abandono de Deus
e sua ira de morte
em nosso ventre

somos como Eva depois
do fruto
diante de Deus
esperando a hora de poder gemer

Dinanzi a Dio

sta piovendo
piovendo 

è nato il mondo
oggi
doloroso nel suo
inverno
il mondo dopo la creazione del
castigo
dell'abbandono di Dio
della sua ira di morte
nel nostro ventre

siamo come Eva dopo
il frutto
dinanzi a Dio
aspettando il momento di poter gemere

Cortes

a árvore genealógica destes cortes
testemunha que o amor
sem um mínimo
de aniquilamento
não existe

Tagli

l'albero genealogico di questi tagli
testimonia che l'amore
senza un minimo
di annichilimento
non esiste

O indizível

dentro de mim
o oculto
amor

não te dou senão
o que vou tecendo
de perda em perda

o que dou já se destrói
o que dou perverte
o que dou

L'indicibile

dentro di me
l'occulto
amore

non ti do se non
ciò che sto tessendo
di perdita in perdita

ciò che dono già si distrugge
ciò che dono corrompe
il dono

Andorinhas

estou de bem com o mundo até
um tanque de guerra se cansa
da guerra até um pássaro pára
para
repousar

e depois o céu hoje é de um
azul que faz mal aos olhos
agudo que a gente fica ali
barriga pro ar
admirando as andorinhas
que volteiam
matutando no que pensam lá no alto
no que
sabem
se sabem que estou de bem com o mundo
que volteiam lá em cima também para mim

Rondini

sono in pace con il mondo anche
un carro armato si stanca
della guerra anche un uccello
si ferma
per riposare

e poi oggi il cielo è di un
azzurro che fa male agli occhi
acuto che si rimane lì
pancia all'aria
ad ammirare le rondini
che volteggiano
a immaginare ciò che pensano là in alto
ciò che
sanno
se sanno che sto in pace con il mondo
che volteggiano lassù anche per me

Gênese de Miró

para Miró
o mundo voltou a ser
menino
com suas linhas e formas
primordiais
menino-pássaro
menino-lua
e o olho absorto de Deus
se distrai da nova gênese

no húmus da tela
o sopro
dos primeiros traços
separa as cores
do caos

Genesi di Miró

per Miró
il mondo è tornato a essere
bambino
con le sue linee e forme
primordiali
bambino-uccello
bambino-luna
e l'occhio assorto di Dio
si distrae dalla nuova genesi

nell'humus della tela
il soffio
dei primi tratti
separa i colori
dal caos

Dalla presentazione

 

Il libro è una riflessione sul dolore, risultato di un processo che dura da diversi anni. Una riflessione sul dolore fisico, metafisico, sul dolore di animali, piante, cose. Ho suddiviso la raccolta in tre parti. Fra la prima e la seconda parte, la differenza maggiore sta forse nel tono più soggettivo della seconda, mentre la prima riguarda 1’essere in generale, appartenente a qualsiasi nazione o continente. La terza parte è il tentativo di cercare ’deviazioni’ dal dolore" mi confida Vera Lúcia in una lettera. Ma non deve trarre in inganno questa sua dichiarazione. Si, il dolore c’è. Ma non si tratta di pianto o percorsi di pietà o di retorica della sofferenza. Quel che caratterizza il dire di Vera in tutte queste poesie è un sano distacco anche dal proprio personale soffrire. C’è in lei una giusta distanza poetica, sia che parli di sé o degli altri o delle cose o della corruzione della natura. [...]

Non c’è compiacimento, non c’è retorica del dolore: anche la sofferenza avviene, come il male. il bene, la colpa, e avviene finché non siamo in grado di comprenderne le ragioni, le nostre responsabilità, finché non ci affidiamo a quel "vento" che corre il mondo, finché non ci lasciamo coinvolgere nel disegno della libertà. La poesia, sia pure nei momenti della scrittura o dizione, nel momento irripetibile del proferire la parola, conosce la libertà. E, appunto, da questa lontananza che noi possiamo vedere e raggiungere la bellezza. Ed e da qui che possiamo comprendere la qualità di questo libro.

 

 Franco Loi, Milano, dicembre 1997


Nuvole in Umbria,
 foto di copertina di Claudio Maccherani, 1990

Recensioni: Dóris Nátia Cavallari, “Resenha”, in Insieme, São Paulo, 1998-99, n°7, pp.153-55; Antônio Lázaro de Almeida Prado, “Tempo (de Doer) di Soffrire”, in A voz da Terra, Assis, 08/1999; Ciro Paglia, “Il messaggio di speranza e dolore di Vera Lúcia de Oliveira”, in “I libri del Roma”, Roma, 16/10/1999, p.9; Grazia Passeri, “Il Malinconico Brasile nella poesie di due donne”, in Quaderni Radicali, Roma, anno XXII/XXIII, n°. 61/62/63, 1999, pp.350-351; Vincenzo Anania, “Dal Brasile”, Pagine, Roma, anno X, n°.26, 1999, pp.13-15; Brunello De Cusatis, “Le riflessioni sul dolore di Vera Lúcia de Oliveira, in Letteratura - Tradizione, anno III, n°.7, 1999, p.31; Oswaldo Duarte, “A Poesia de de Lúcia de Oliveira”, in Instrumento Crítico – Revista de Estudos da Limguagem, Universidade Federal de Rondônia, Vilhena, 11/1999, PP.207-223; Cleonice Panaro, “Tempo de doer  / Tempo de soffrire: recensione breve”, in Ricerca Research Recherche, Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere, Università degli Studi di Lecce, n° 4/1998, pp.127-131; Marcello Sacco, “Vera Lúcia de Oliveira - Tempo de doer / Tempo di soffrire”, in Ricerca Research Recherche, Lecce, n° 4/1998, pp.133-140; Igor Rossini, “Tempo de doer” (recensione), in Revista de Letras, Universidade de São Paulo, 1999, n°. 39, pp.255-260; Vittoria Bartolucci, “Tempo de doer / Tempo di soffrire” (recensione), in Ricerca Research Recherche, Lecce, n° 5/1999, pp.596-97; Pino Bonanno, presentazione del volume Tempo de doer/Tempo di soffrire, Venezia, 12/11/1999; Antonio Manoel, “Vitrine Literária”, sezione “Quase desconhecidos" 21/09/2005.

Recensioni nel sito >>

 

Presentazioni:

Luciana Stegagno Picchio, Ambasciata Brasile, Piazza Navona, Roma, 11/12/1998

Presentazione Roma      >>

Brunello De Cusatis, Università Italiana per Stranieri, Perugia, 12 marzo 1999

Presentazione Perugia  >>

Pino Bonanno, Le Bistrot de Venise, Venezia, 12 novembre 1999

Presentazione Venezia >>

 

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(by Claudio Maccherani)