Poesia & Poesia
Poesia bilingue - italiano e portoghese brasiliano.
Vera Lúcia de Oliveira (Maccherani)
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Mario Luzi
Andrea Zanzotto
Paolo Ruffilli
Gianni D'Elia
Vivian Lamarque
Maurizio Cucchi
Valerio Magrelli
Franco Loi
Antonella Anedda
Giuseppe Conte
Cesare Viviani

Interviste di Vera
a poeti italiani contemporanei
 (fatte nell'ambito di "Poesia a Palazzo dei Priori" [1989-2002] del Merendacolo di Perugia e pubblicate nella rivista dell'APIESP Insieme di San Paolo del Brasile)

 

"Mais feliz" - Adriana Calcanhoto

 


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Mario Luzi

     rivista Insieme n.3, San Paolo del Brasile, 1992
     rivista Campi immaginabili n.9/10, Cosenza,  1994

Andrea Zanzotto

     rivista Insieme n.7, San Paolo del Brasile, 1999

Paolo Ruffilli

     rivista Insieme n.7, San Paolo del Brasile, 1999

Gianni D'Elia

     rivista Insieme n.7, San Paolo del Brasile, 1999

Vivian Lamarque

     rivista Insieme n.7, San Paolo del Brasile, 1999

Maurizio Cucchi

     rivista Insieme n.7, San Paolo del Brasile, 1999

Valerio Magrelli

     rivista Insieme n.7, San Paolo del Brasile, 1999

Franco Loi

     rivista Insieme n.7, San Paolo del Brasile, 1999

Antonella Anedda

     rivista Insieme n.8, San Paolo del Brasile, 2001

Giuseppe Conte

     rivista Insieme n.8, San Paolo del Brasile, 2001

Cesare Viviani

     rivista Insieme n.8, San Paolo del Brasile, 2001

LA NUOVA POESIA ITALIANA

Vera Lucia de Oliveira, Università di Lecce [da INSIEME n.7, 1999]

 

L'idea di realizzare una serie di interviste ai poeti italiani contemporanei è venuta da lontano. Ero ancora in Brasile, nel 1983, e mi preparavo a trascorrere un anno di studio in quell'Italia che per i brasiliani rappresenta quasi un luogo mitico: tempo-spazio che si ripercorre con la segreta speranza di imbattersi, fra vie e piazze medioevali e rinascimentali, in uno dei bizzarri quanto geniali personaggi che disseminarono il paesaggio italiano di capolavori: Giotto, Botticelli, Michelangelo, Raffaello, Leonardo da Vinci, Piero Della Francesca, Andrea Mantegna, Tiziano.

Cercavo di prepararmi all'incontro con la cultura italiana attraverso lo studio della sua letteratura e della sua arte, ma soprattutto cercavo di cimentarmi con la parola dei grandi poeti che questo paese ha dato all'umanità, da Dante a Petrarca, da Ariosto a Leopardi. Per quanto riguardava il Novecento, ero riuscita a scovare lì in Brasile nelle biblioteche specializzate alcune raccolte di Ungaretti, di Montale, qualche testo di Saba, Quasimodo, Pavese. Questi poeti rappresentavano con intensità e partecipazione il travaglio di diverse generazioni che avevano assistito a eventi tragici quali le due grandi guerre, la dittatura fascista, la lotta per la liberazione, lo sforzo per la ricostruzione delle città distrutte dai bombardamenti, nonché la fatica di lenire coscienza e anima profondamente lacerate dalla storia.

Senza disdegnare queste testimonianze di un periodo raffigurato con parole di fuoco dai suoi scrittori e poeti ("Di queste case / non è rimasto / che qualche / brandello di muro / (...) Ma nel cuore / nessuna croce manca // È il mio cuore / il paese più straziato" [1]), cercavo nondimeno indizi di quell'altra Italia degli anni '80 a cui i giornali accennavano, un paese moderno, progressista e operoso che mi apprestavo a conoscere, un paese in cui avrei vissuto per anni e che avrei finito per amare e odiare come si ama e si odia solo ciò che ci è più caro e radicato.

Quale poesia - mi domandavo - poteva ispirare questo momento storico che ci aveva assuefatti al consumismo e all'indifferenza nei confronti della natura e dei nostri simili? Quali sentimenti, quali speranze, quali desideri e delusioni, quali ansie e paure potevano trasparire dal canto dei nuovi poeti italiani, dalla loro ricerca estetica, dalla volontà di testimoniare gli incerti del proprio tempo?

Da qui è nato l'impulso di esplorare più a fondo il variegato quadro della moderna lirica italiana, ancora poco conosciuta in Brasile. Le interviste che seguono sono tessere di questo intricato universo, in cui i nomi scelti sono rappresentativi di tendenze e percorsi fra i più diversificati. Accanto a uno dei "grandi vecchi" come Andrea Zanzotto, fra i massimi poeti italiani di questo secolo, troviamo nomi di validi poeti più giovani quali Valerio Magrelli, Vivian Lamarque, Paolo Ruffilli, Gianni D’Elia, Maurizio Cucchi, nonché un poeta come Franco Loi che, nato nel 1930, ha cominciato a pubblicare solo nel 1973.

Ogni intervista sarà accompagnata da una poesia scelta dallo stesso autore, molte delle quali sono inedite in libro. Le varie testimonianze sono state raccolte grazie anche alla collaborazione del Gruppo di Sperimentazione e Ricerca Poetica "Il Merendacolo" che, dal 1989 promuove a Perugia incontri pubblici con personalità rappresentative della poesia contemporanea, sia italiana che straniera. In occasione di questi incontri sono state realizzate alcune delle interviste qui pubblicate.

L’inchiesta non è che all’inizio, ma intanto ecco alcuni scorci di vita, ombre e silenzi, trasparenze e illuminazioni, parole stilate in fretta o lungamente ponderate, accomunate tutte dall’intento di cogliere l’inafferrabile e doloroso senso dell’esister. E del cercare ostinatamente, testardamente, il dialogo con i contemporanei.

 

Ho come, come vi parlerò?

Ma forzo il cuore, forzo gli occhi a accendersi,

ad accendere vita [2]

 

[1] Giuseppe UNGARETTI, "San Martino del Corso", in Vita d'un uomo - 106 poesie, Milano, Oscar Mondadori, 1979, p.46

[2] Andrea ZANZOTTO, da "Colle di Giano", in Poesia (1938-1986),  Milano: Oscar Mondadori, 1993, p.115


Palazzo dei Priori e Fontana Maggiore, Perugia, dove il «Merendacolo»,  nell'ambito di
 "Poesia a Palazzo dei Priori", incontrava i poeti  intervistati
(foto Claudio Maccherani, 1988)

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(by Claudio Maccherani)