Poesia & Poesia
Poesia bilingue - italiano e portoghese brasiliano.
Vera L˙cia de Oliveira (Maccherani)
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(mini) Intervista a Vivian Lamarque

fatta nel 1992 da Vera L˙cia de Oliveira (Maccherani),
(nell'ambito di "Poesia a Palazzo dei Priori" del Merendacolo di Perugia e pubblicata sulla Revista da APIESP - AssociašŃo de Professores de Italiano do Estado de SŃo Paulo, Insieme, n.7, San Paolo, Brasile, 1998-1999, pp.26-27)

 

Vivian Lamarque Ŕ nata a Tesero (Trento) il 19 aprile 1946, ma dall'etÓ di nove mesi vive a Milano. Ha pubblicato Teresino (Soc. di Poesia & Guanda, 1981, Premio Viareggio Opera Prima), Il signore d'oro (Crocetti, 1986), Poesie dando del lei (Garzanti, 1989), Il libro delle ninna nanne (Paoline, 1989), La bambina che mangiava i lupi (Mursia, 1992), La bambina di ghiaccio (Ed. Elle, 1992; edizione artistica francese La petite fille de glace, IpomÚe e Albin Michel, 1992), Il signore degli spaventati (Pegaso, 1992, Premio Montale 1993), La bambina senza nome (Mursia, 1993) e Una quieta polvere (Mondadori, 1996, Premio Ostia Antica di Poesia). Ha tradotto ValÚry (1984) e Baudelaire (1987).

  1. La tua poesia Ŕ lieve, tenue, fatta di parole e versi di grande comunicazione. E tuttavia, nella sua apparente semplicitÓ, essa Ŕ carica di profondi significati, talvolta densa di un dolore che ci arriva nel pi¨ profondo dell'anima. Ma che cos'Ŕ per te la poesia, che significato ha nella tua vita?

Mi piace "fare" poesia, "leggere" poesia, non molto "parlare" di poesia. Veramente non mi piace parlare di quasi nulla, insomma non mi piace parlare. Con questo mi sto giÓ avvicinando alla tua domanda: tutte le parole che nei giorni nei mesi negli anni non dico, si mettono in fila nel mio pennino, aspettano pazientemente di diventare scrittura.

Anche le mie prime poesie - avevo dieci anni - sono nate cosý, e da un trauma. Un trauma nondetto, trattenuto, mi ha messo in mano per la prima volta la penna. Da lý quel dolore che tu hai percepito. Le mie poesie fanno piangere e ridere. Come dice Ceronetti, "l'eccesso di pena sorride".

Ho scritto quattro libri di poesie, gli ultimi compongono una trilogia sull'esperienza della mia terapia junghiana: psicanalisi in versi!

  1. In Italia la letteratura infantile non Ŕ molto diffusa e sono pochi i poeti e gli scrittori che hanno fatto libri anche per bambini. Tu te ne sei occupata (e qui cito, ad esempio, il tuo bellissimo Libro delle Ninne Nanne). Puoi dirci qualcosa sulla letteratura infantile in Italia? C'Ŕ qualche pregiudizio da parte degli intellettuali su questo tipo di scrittura?

Sý, scrivo anche per l'infanzia e, come giustamente hai osservato, in Italia non Ŕ molto frequente che scrittori "per grandi" scrivano anche per bambini. Per me Ŕ invece del tutto naturale scrivere poesie e fiabe. L'infanzia, che dal 1946 ho tuttora IN CORSO, mi detta le une e le altre.

Nel mio Libro delle ninne nanne (365, una per ogni notte dell'anno) i registri sono molteplici: c'Ŕ ad esempio quello del trascorrere del tempo (ninna-nanna della magia / cento anni fa c'era un bambino / oggi al suo posto c'Ŕ un vecchiettino), e ci sono anche quelli del dolore e della morte. Conosci le splendide ninne-nanne raccolte da Garcia Lorca? Ce ne sono di terribili, te ne cito una:

Este galapaguito

no tiene madre

lo periˇ una gitana

lo echˇ a la calle.

Ho scritto fiabe: La bambina che mangiava i lupi (rovesciamento di Cappuccetto Rosso), La bambina di ghiaccio, La bambina senza nome. E ho iniziato Il bambino che lavava i vetri, quanti se ne incontrano a Milano, ai semafori.

Concludo con parole di Kafka: "tutte le fiabe sono uscite dalla profonditÓ del sangue e della paura".

Vera L˙cia de Oliveira, Perugia, 14 dicembre 1992

(Vivian Lamarque)

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(by Claudio Maccherani )