Concorso Letterario "Lingua Madre" 2021


Vera Lúcia de Oliveira (Maccherani)

Vera Lucia de Oliveira (Maccherani)

vincitrice, con il racconto "La lettera",

del Premio Speciale Giuria Popolare - 3 giugno 2021

XVI Edizione Concorso LINGUA MADRE - giugno 2021

 

Il Concorso letterario nazionale Lingua Madre, ideato da Daniela Finocchi, è un progetto permanente della Regione Piemonte e del Salone Internazionale del Libro di Torino, opera sotto gli auspici del Centro per il libro e la lettura e si avvale dei patrocini di: Ministero della Cultura, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Pubblicità Progresso e We Women for Expo.

Il Concorso è diretto a tutte le donne straniere o di origine straniera residenti in Italia che, utilizzando la nuova lingua d’arrivo (cioè l’italiano), vogliano approfondire il rapporto tra identità, radici e il mondo "altro".

Le opere selezionate saranno pubblicate in un libro che verrà presentato nell’edizione 2022 del Salone Internazionale del Libro di Torino.

 

 

 

VINCITRICI

Nazione Racconto
1 Natalia Marraffini Argentina La straniera segreta
2 Lala Hu Cina In cerca di una Heimat
3 Noreen Nasir Pakistan Questo è il tuo compito e posto
Premio Speciale Sezione Donne Italiane Lorena Carbonara Italia Ferma zitella
Premio Speciale Fondazione Sandretto Rebaudengo Manijeh Moshtagh Khorasani Iran La donna e il campanile (foto)
Premio Speciale Slow Food Terra Madre Elizabeta Miteva Macedonia La felicità è casa
Premio Speciale Torino Film Festival Rajae El Jamaoui Marocco Aspettando la primavera
Premio Speciale Giuria Popolare Vera Lúcia de Oliveira Brasile La lettera

 

Premio Speciale Giuria Popolare (XVI Edizione Concorso LINGUA MADRE)

 

I 10 racconti finalisti sono stati consultati e votati sul sito del Salone del Libro www.salonelibro.it (entro il 30 aprile 2021).

 

Arpini Giuliana Italia La zucca gialla
Cammarata Patrizia Nigeria Diario di un’italiana straniera: la storia di Alisia
Carbonara Lorena Italia Ferma zitella
de Oliveira Vera Lúcia Brasile La lettera
Gambino Eliška Repubblica Ceca Per amore
Hu Lala Cina In cerca di una Heimat
Ianovitz Sara Italia Vjola
Marraffini Natalia Argentina La straniera segreta
Nasir Noreen Pakistan Questo è il tuo compito e posto
Pagani Fabiana Argentina La chiamata

 

 All'autrice (Vera Lúcia de Oliveira) del racconto più votato (La lettera) è andato il Premio Speciale Giuria Popolare 2021.

 

 

 

LA LETTERA

 

Si sedette per scrivere una lettera a suo figlio. Lisciò la carta, che era quella del pane, temperò la matita e si fermò a pensare. Cos’è che voleva dire? Cosa era più urgente? Così tanto, non sarebbe entrato in una carta da spesa come quella. Avrebbe parlato dell’assenza, della nostalgia, del freddo, della fame di vederlo, di sentire il suono dei bambini che ridevano, correvano, “nonna, ti amo, nonna, ho litigato con il babbo perché non voleva venire qui oggi”...Dirlo? Chiedere? No, chiedere no. Domandare se stava bene, se la moglie stava meglio, se la nuova casa era grande, se gli piaceva quella città, se non poteva venire più spesso, perché, figliolo, tua madre non è più giovane, ci sono tegole rotte sul tetto, piove un po’ dentro casa, è arrivata una lettera dal Comune che non riesco a capire, mi chiedono di andare lì, e una lettera dalla banca che vuole sapere se sono viva. Rise fra sé, dover dimostrare di essere viva per riceve la misera pensione. Sono viva, sono ancora capace di fare quel maialino arrosto. E delle torte, non ho dimenticato nessuna ricetta, persino i biscotti riesco a fare, l'altro giorno li ho fatti, ho riempito due vassoi di quelli grandi, ma solo io li mangiavo, erano tanti, ho finito per buttarli, è un peccato buttare del cibo, ma sapevano di vecchio, non ho avuto alternativa. Nel cortile dietro casa ci sono papaie, vedrai quanto sono belle,cadono da quanto sono mature, già per metà mangiate dai pappagallini... Allora, figliolo, non so nemmeno cosa scrivere. Sei in buona salute? Perché io chiamo spesso, il telefono squilla, squilla, mi preoccupo. Ho deciso di scriverti, ma la mia calligrafia è brutta, non so nemmeno scrivere bene. E non riusciresti forse a capire questi scarabocchi. E la carta della panetteria non è proprio adatta. E la matita è quel pezzetto rimasto, difficile da tenere, la mia mano si stanca. Fa male. Ed è già notte. Tutto questo, non è vero figliolo? Sì, e tutto e tanto e neppure entra qui.

Accartocciò il foglio, fece una pallina, si fermò con la matita sospesa, poi lo scartò di nuovo, stirandone le estremità, lisciandolo bene con le dita. E ricominciò.

 

Vera Lúcia de Oliveira [Brasile]

 

 

 

«La lettera è un racconto di straordinaria capacità evocativa, ricco di sensibilità e delicatezza. Narra di sentimenti universali, facendosi carico di dubbi, nostalgia, distanza, elementi di vita e collanti fra generazioni distanti, per tempo e per spazio. Una madre scrive al figlio lontano: è la scrittura a colmare il vuoto e il silenzio di telefonate senza risposta, mentre piove dal tetto e le papaie maturano cadendo a terra. Tutto è minimo, sfumato, poetico nella rappresentazione di un amore materno per sottrazione. Il soggetto non è nuovo, ma – proprio come la lettera – eternamente ricomincia e non è mai concluso una volta per tutte.»

 

LINGUA MADRE                     BANDO                     VINCITRICI                    GIURIA POPOLARE                    RACCONTI

   

(by Claudio Maccherani )