il «Merendacolo» - "L'odore dei limoni"

 

L'odore dei limoni

I poeti del «Merendacolo»

Guerra Edizioni
, Perugia, 1994
12x16,5 cm,156 pag

con il contributo del Comune di Perugia


Ilde Arcelli - C'è qualcuno che ...
Gladys Basagoitia Dazza
- Bambini morti
Brunella Bruschi - Il ramo
Walter Cremonte - Neanche parlarne
Vera Lúcia de Oliveira - Gemidos/Gemiti

Antonella Giacon - Il vento ruba

Maria Liscio - Lo zigolo

Lamberto Marionni - Sera

Marcella Massidda - tienile sottovento  ...

Chiara Micci - Impotenza

Paolo Ottaviani - Cenere

Michelangelo Pascale - Silenzio

Anna Maria Trepaoli - Pietrisco

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In memoria del grande poeta Franco Scataglini, carissimo amico,  che generosamente si era offerto di scrivere la prefazione a questa antologia e che insieme a noi aveva lavorato alla scelta e alla organizzazione dei testi.

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C'è qualcuno che sul finire
prepara con cura la casa per il corpo
suo morto - non è poi così strano
dopotutto ogni tempo
ha i suoi frutti - qualcosa da sognare
in segreto - da progettare
tra i fiori

Ilde Arcelli

Bambini Morti

Con l'olio chiaro
dei bambini addormentati
lucciole
e lampade
si accendono.

Gladys Basagoitia Dazza

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Il ramo

Se non c'è nulla dietro le parole
e solo il tuono è musica e fantasia
noi soli a questa rotta
affaticati
rissa di tregue inchiostri scivolosi
su cose mute al nome
improrogabili....
prestatemi, vi prego, qualche mano
da aggrapparmi ad un ramo

Brunella Bruschi

Neanche parlarne

Colpiti all'arcata
sopraccigliare sinistra
nessun angelo da cielo in terra
ma il crac dell'osso.
Volevi volare, sognare?
Neanche per sogno.

Walter Cremonte

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Gemidos

para onde vão
os gemidos?

pedaços de corpo
liberados no espaço
gritos dos que estão
perdendo
a alma
pela boca

que burraco negro engole
tudo?

Gemiti

dove vanno
i gemiti?

pezzi di corpo
liberati nello spazio
grida di chi
perde
l'anima
dalla bocca

quale buco nero ingoia
tutto?

Vera Lúcia de Oliveira

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Il vento ruba
all'erba alta
il silenzio.
Nulla di me si svela
se non lo sguardo
che si piega alle spighe
e chiede rifugio
al seme

Antonella Giacon

Lo zigolo

Poi il sole gira
e giunge sul balcone
presso al tramonto. Allora
la stanza si fa di luce
e tu dici che marzo
sta davvero portando primavera
e ti consoli
pensando a quelli
che può fare felici (il verso
dello zigolo là fuori
non è solo richiamo)

Maria Liscio De Lauretis

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Sera

Ora c'è pace attorno:
chissà se qui vicino
passi tu.

Un odore lieve quasi svanito.

Di là
sfavillano luci lontane,
un crepitìo di castagnette...
Ora parlo con te
e dimentico
questo ciarpame di marionette...

Lamberto Marionni

tienile sottovento le tue implorazioni
vedi che perfino l'erba nuova è scontenta
una primavera così torbida non s'è mai vista
dovresti saperlo a che vale
piangere proprio dentro la terra
come se si potesse seppellire
ora per ora.

Marcella Massidda

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Impotenza

Groviglio d'ansie
senza soluzione

non serve
la violenza del bastone
contro la scura sterpaglia

Chiara Micci

Pietrisco

Ogni spinta del sangue
è un colpo di piccone
che ha fatto del cuore
un mucchio di pietrisco

Anna Maria Trepaoli

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Silenzio

Il telefono impolverato
ha perso la sua voce argentina
il campanello
dal suono arrochito
non viene più sfiorato
il citofono ronza
(rumore di fondo)
come moscone impazzito

non suoni né voci
nella mia casa
il silenzio
è d'oro falso

Michelangelo Pascale

Cenere

Cenere tra gli ulivi
scossi sui pendii
e sulla pietra incrinata della via.

Il filo della vite alla grondaia
rotta sale
e trema
per il tuono di un motociclista.

Passano studenti sui selciati.

La storia è vento,
ventura per la via.

Cenere tra gli ulivi scossi sui pendii.

Paolo Ottaviani

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Merendacolo è una buffa parola, certamente poco "poetica". E nata un po' per caso, tra amiche ed amici che si vedevano da qualche tempo per condividere il loro amore per la poesia; anche a merenda, appunto: una modesta, ma gustosa merenda poetica, anziché l'autoinganno del pomposo e velleitario cenacolo di provincia. Per qualche anno il gruppo si è rodato così, senza fretta, tra appuntamenti settimanali di studio in casa dell'amica-animatrice (poi presidente dell'Associazione) - appuntamenti in cui ciascuno presentava, a turno, un tema, un argomento, un approfondimento di lettura sui nostri classici novecenteschi, ma anche su più impreviste "scoperte" personali - e vicendevoli proposte del proprio lavoro di ricerca espressiva; e merende, naturalmente.

Poi, dal 1989, per l'impulso generoso e intelligente dell'allora Assessore alla Cultura del Comune di Perugia, Roberto Abbondanza, inizia un nuovo progetto di lavoro per il Merendacolo: il progetto "Poesia a Palazzo dei Priori", e cioè la scommessa (rischiosa) di "portare" la poesia di fronte ad un pubblico, nel più pubblico dei luoghi di Perugia; progetto rischioso per un gruppo fino ad allora così geloso della propria intimità e discrezione, così persuaso del silenzio in cui matura la parola poetica. Ma il rischio andava corso, per l'altra e necessaria valenza che la poesia presuppone: quella della comunicazione, della proposta di un colloquio e di un confronto più ampio, dell'apertura di cui Aldo Capitini ci ha parlato. E la cosa sembra aver funzionato: la partecipazione viva e attenta di pubblico agli incontri con i poeti ospiti della città e l'interesse per le proposte di lettura organizzate dal gruppo paiono testimoniare che c'è una "domanda di poesia" a cui valeva la pena di tentare una ristspoa. Una risposta, che poi, a sua volta, è più che altro una domanda.

L'incontro attorno alla poesia - nel "privato" della casa di Ilde così come nel confronto con un pubblico più ampio e, ci sembra, già affezionato - rende possibile e vera la promessa dì un rapporto gentile, forte e profondo, nella comune ricerca di un senso, quando sembra che "tutt'intorno" prevalgano i segni di una ferocia volgare e il chiasso insensato; è come intravedere, da dentro una fortezza in stato d'assedio, una zona liberata: qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza / ed è l'odore dei limoni (E. Montale).

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by Claudio Maccherani, 2007